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9月29日

Comunicato Stampa Precari Laer 28 Settembre 2006

L'Assemblea Permanente dei precari Laer ha convocato oggi la stampa di fronte agli uffici dell'Assessorato del lavoro perché questo pareva il posto più consono per ricordare una storia di  diritti del lavoro negati.

 

Domani a Roma si terrà una manifestazione nazionale degli operatori call center che porta finalmente in piazza le istanze e la rabbia di migliaia di lavoratori italiani. Alcuni rappresentanti dell'Assemblea permanente Laer partiranno alla volta di Roma con la delegazione di “Zona Deprecarizzata”, che ha ideato l'iniziativa con il collettivo “Atesia”:

 

La partecipazione all'evento come simbolica rappresentanza dei tantissimi lavoratori che ogni giorno in Sardegna ricevono e fanno telefonate per conto di grandi aziende non  esaurirà il compito che si prefiggono. Infatti in questi giorni Laer ha iniziato a spedire ad alcuni operatori delle lettere ,in cui  afferma di essere spiacente di non poter garantire la prosecuzione delle attività a cusa dei “fatti a noi ben noti”, cui segue la beffarda affermazione di rivolgersi all'ufficio personale per ritirare le spettanze.

 

Avranno forse capito che proprio le spettanzesono il problema fondamentale da tre mesi a questa parte?

 

E' possibile che questa difficoltà di comunicazione derivi dalla lontananza del call center dalla sede centrale di Roma. Così, approfittando dell'occasione, domani la nostra delegazione coadiuvata da “Zona Deprecarizzata” porterà le lettere con le deleghe per riscuotere i compensi degli ultimi tre mesi di lavoro.  Sono tutti consci che probabilmente gli uffici saranno chiusi perciò invitiamo l'Amministratore Delegato Roberto Lupi ad accogliere i Nostri Delegati con le valigette piene nel rispetto dell'onestà che lo dovrebbe contraddistinguere.

 

Giusto per rinfrescare al signor Lupi gli eventi che hanno portato a questa situazione ricordiamo alcuni recenti episodi:

 

I pagamenti del mese di Maggio che dovevano essere erogati tra il 10 e il 15 sono stati fatti slittare di 10 giorni con la giustificazione che ci fossero “problemi informatici”.

 

I pagamenti del mese di Giugno non sono stati puntuali. Senza giustificazione, in ritardo di 10 giorni, ma sono stati erogati.

 

I pagamenti del mese di Luglio sono slittati al 21 agosto. Non sono stati erogati e il 24 agosto si è tenuta una riunione nella quale a tutti gli operatori collettivamente sono state spiegate le avvincenti prospettive future dell'azienda. L'AD Roberto Lupi coadiuvato dalla Supervisor Rita Zedda quello stesso giorno ha ricevuto singolarmente gli operatori chiedendo loro disponibilità a continuare il lavoro nonostante la data dei pagamenti di luglio fosse stata procrastinata ulteriormente al 15 settembre. Non si è fatta menzione dei pagamenti di agosto.

 

Pochissimi operatori hanno accettato memori del fatto che era prassi per la Laer non pagare l'ultima mensilità alle persone che smettevano di lavorare.

 

Paradossalmente per lo stesso motivo alcuni non hanno accettato.

 

Ai pochi rimasti è stato dato un “target” di 160 contratti per innalzare la produttività del call center.

 

L'obiettivo è stato ampiamente raggiunto e superato ma il 18 settembre invece dei soldi hanno ricevuto la comunicazione da parte di Lupi della sospensione del lavoro.

 

Nelle lettere spedite in questi giorni si insinua che la responsabilità del blocco dell'attività sia da addebitarsi all'Assemblea permanente la quale si è costituita solo a causa di quest'ultima beffa.

 

Probabilmente Laer riprenderebbe l'attività anche domani se tutti continuassero a lavorare gratuitamente come stavano facendo.

 

Tutti coloro che hanno visitato il call center Laer a Machiareddu hanno potuto constatare come  l'azienda abbia l'apparenza di una struttura ordinata ed efficiente: situata dentro un campus definito da Lupi “all'americana” e ordinati parcheggi, ha piccoli ma funzionali uffici per la dirigenza, ben due ampie sale con videoproiettore nelle quali si tengono riunioni e corsi di formazione, uno spazio aperto nel quale sono collocate 103 postazioni per gli operatori nelle quali tutte le chiamate vengono gestite tramite computer, e un costoso sistema di “power dialing”, ovvero chiamate senza sosta gestite dal computer stesso, che minano il concetto di lavoro outbound (chiamate in uscita) trasformandolo in inbound (in entrata), condizione per la quale, secondo la circolare del ministro Damiano, le nostre “collaborazioni” si sarebbero dovute tradurre in “lavoro dipendente”. E poi: sala riunioni per la dirigenza, segreteria, sala break con tavoli e distributori di bibite e di snack.

 

Come nei villaggi dei film western dietro le facciate di cartapesta delle case si scopre il deserto. I locali sono in affitto, le attrezzature non appartengono alla società, la solida organizzazione  descritta nel sito Internet del gruppo Hopit a cui Laer appartiene è inesistente.

 

Lo stesso gruppo Hopit pare inesistente, nonostante tanti teorici soldi di capitale sociale (50.000.000 €), e una serie di interessi sparsi per il mondo.

 

La nostra delegazione avrà  finalmente la possibilità di capire se davvero Laer esista. Roberto Lupi avrà una poltrona in pelle umana come il Mega direttore di Fantozzi? Sarà vero che la società romana ha intenzione di pagare i lavoratori? E se si quando? Perchè non oggi?

 

Le risposte le avremo tutte e possibilmente con tutti gli altri lavoratori che gioiosamente invaderanno Roma potremmo per un giorno non sentire il peso di quella condizione che qualcuno ha definito “schiavitù elettronica della new economy”.

 

                                               Assemblea permanente dei precari Laer

Comunicato stampa Giovani Comunisti 27 Ottobre 2006

Comunicato stampa
 
Oggetto: Precarietà di lavoro, precarietà di vita!
 
I lavoratori del call center di Macchiareddu vivono una situazione che sta diventando la "norma" in questo settore. Come i dipendenti della Quality Sardinia, anche i lavoratori della "Laer" si ritrovano ad essere senza stipendio, nonostante abbiano adempiuto regolarmente alla propria prestazione lavorativa. La nostra Repubblica è fondata sul lavoro, lavoro che deve dare dignità morale ed economica al cittadino. Se la Costituzione pone il lavoro come suo valore fondante, si auspica che i lavoratori della Laer possano essere adeguatamente garantiti dalle istituzioni in una vertenza che, purtroppo, sta assumendo dei contorni sempre più preoccupanti. I Giovani Comunisti sostengono le richieste dei lavoratori della "Laer". La ragione della nostra attività politica è soprattutto la tutela della dignità economica, sociale e morale di tutti i lavoratori.
 
Il Coordinatore Provinciale dei Giovani Comunisti
 
Vincenzo Maria D'Ascanio
9月25日

imprenditori per caso 4

Vi ricorda qualcosa?
 
tenete presente che l'editore di questo giornale era Gian Gaetano Caso (Segem - gruppo Hopit)
 
Licenziata redazione Globo News: protesta Fnsi e Asr

Fnsi e Asr denunciano:
Licenziata in blocco la redazione di Globo News, giornale romano di free-press e on line: i giornalisti avevano sospeso il lavoro dopo che l’editore aveva fatto intervenire polizia e carabinieri in redazione per allontanare i distributori del giornale (un gruppo di extracomunitari in attesa da mesi del dovuto compenso).

La redazione, da tempo in attesa del rispetto degli obblighi contrattuali assunti dall’editore e previsti dalla legge, di fronte al precipitare degli eventi, si è riunita in assemblea decidendo l’astensione dal lavoro.

Dal grave episodio che ha interessato gli addetti alla distribuzione è stata ravvisata infatti la reiterazione di un comportamento di totale disinteresse e mortificazione, da parte dell’azienda, nei confronti dei diritti di tutte le figure professionali de “Il Globo”.

L’editore ha risposto con il licenziamento, immotivato nei termini in cui è avvenuto, improponibile nel merito di fronte ad una situazione contrattuale di completa illegalità.

La FNSI e l’ASR chiedono l’immediato ritiro della decisione e la convocazione di un incontro con i rappresentanti dell’Azienda per affrontare tutti i problemi normativi ed economici di una realtà produttiva che si caratterizza come un ulteriore esempio di pirateria editoriale.

La FNSI e l’ASR si riservano di agire in tutte le sedi a tutela dei diritti dei loro associati in caso di latitanza dell’editore.

[ Pubblicato il 14/03/2002 ]
 

oltre 650 lavoratrici dei servizi di pulizia della Regione

Piena solidarietà alle oltre 650 lavoratrici dei servizi di pulizia della Regione.
 
 

L'assemblea del call center Laer analizza la vertenza e si convoca per mercoledì

L'Assemblea Spontanea dei Precari Laer comunica il suo scioglimento e la sucessiva costituzione dell'"Assemblea Permanente dei precari Laer".

L'Assemblea porterà avanti le istanze dei lavoratori ed ex lavoratori Laer contro l'indegna situazione nella quale l'azienda ha posto i suoi dipendenti ed ex dipendenti. Il mancato pagamento degli stipendi non è che l'ultimo di una serie di soprusi che la società romana ha compiuto nei confronti delle persone che lavoravano nel call-center: sebbene l'inquadramento della maggior parte dei lavoratori fosse quello di collaboratori, di fatto tutti svolgevano un lavoro dipendente, legato ad orari e pause prestabilite decisi univocamente dall'azienda, sottoposto a rigide gerarchie e ad un ritmo di lavoro non sindacabili.

La responsabilità è da addebitarsi certamente alla Laer e al suo Amministratore Delegato Roberto Lupi, alla Supervisor Rita Zedda e al gruppo Hopit nelle sue componenti: NetTel che direttamente controlla Laer, General Advertising, Index, Mediterranea S.A., Central America Adventure S.A., Segem... fino a Tele2, gruppo di TELECOMUNICAZIONI scandinavo che sfrutta l'inumana situazione dei call-center per lucrare su tutto il territorio italiano.

Riteniamo necessario che anche Tiscali esprima una posizione ufficiale riguardo la vertenza, dato che alcune ore lavorative sono state prestate per una campagna Business del gruppo, e considerando il fatto che fino al 14 settembre Laer ha pubblicato annunci, alla ricerca di nuovi operatori, spendendo anche il nome di Tiscali.

Esortiamo le società che stipulano contratti per teleselling a controllare con cura la "serietà" delle aziende a cui danno la commessa.

L'Assemblea Permanente dei precari Laer pone alle Istituzioni il problema della tutela dei lavoratori. I contratti di collaborazione si sono dimostrati nei fatti nient'altro che la legalizzazione del lavoro nero e dello sfruttamento, la negazione degli elementari diritti dei lavoratori e della dignità della persona.

Intanto gli imprenditori-padroni dei call center dichiarano di non voler rinunciare ai privilegi concessi loro dalla legge 30, minacciando di trasferire le attività produttive fuori dall'Italia facendo così espatriare i capitali accumulati in anni di sfruttamento.

Noi riteniamo che rendere le aziende produttive affamando e vessando i lavoratori è la scelta di chi decide di fare impresa nei paesi del Terzo mondo: con costi minimi, sfruttamento senza limiti e incamerando profitti sulla pelle dei lavoratori. La Laer ha fatto la stessa cosa a Cagliari. Stiamo lottando perchè non lo possa fare più.

L'Assemblea Permanente dei precari Laer convoca, per mercoledi 27 settembre alle ore 18 presso la sede di Macchiareddu, una nuova assemblea per confrontarci sul delicato tema dei precari, nell'attesa che la Laer termini la sua latitanza e affronti le proprie responsabilità nei confronti dei lavoratori.

L'Assemblea Permanente dei precari Laer ripone la massima fiducia nelle organizzazioni sindacali della CGIL e ZonaDeprecarizzata, nei diversi esponenti politici e nelle diverse forze politiche di sinistra, che tutt'ora ci sono vicine con i propri mezzi e i propri strumenti.

Chi ha a cuore le sorti di intere generazioni di italiani lavori alacremente.

Un abbraccio solidale a tutti i lavoratori che si battono per i propri diritti e la propria dignità.

Macchiareddu 24/25 settembre 2006

Precarizzazione, lavoro nero e mancanza di un piano industriale i mali della Sardegna.

Riportiamo e ringraziamo.
 

Il caso dei lavoratori del call center di Macchiareddu in lotta per ottenere il riconoscimento di diritti già  mutilati, vale a dire gli arretrati promessi di una paga insufficiente, è solo la punta dell’iceberg della deindustrializzazione dell’Isola e della mancanza di un piano di riconversione  industriale ad oltre due anni dall’insediamento del governo di centrosinistra.
Nonostante le promesse i lavoratori della Laer non hanno ancora avuto le loro spettanze in spregio alle assicurazioni della azienda che vende il servizio Tele2. Cento lavoratori precari hanno perso il posto e le iniquità della legge 30 sulla quale non sono intervenuti né il governo regionale né quello nazionale continuano a distruggere speranze e futuro dei giovani sardi.
I Comunisti italiani già durante le primarie per Prodi avevano raccolto, in pochi seggi elettorali ed in  una sola giornata, oltre 4500 firme contro quella legge e  la sua abolizione era stata richiesta anche  nella formulazione del programma di Governo.
A tutt’oggi  abbiamo la magra consolazione di potere soltanto esprime tutta la nostra solidarietà ai cento di Macchiareddu che continuano l’occupazione e le manifestazioni, supportate anche da azioni legali, per ottenere un diritto che –al contrario- le società dei Call center continuano a calpestare con ormai impunita protervia.
La disoccupazione dell’Isola , che ancora non è riuscita a darsi un piano industriale od una politica del lavoro e della occupazione, incoraggia queste violazioni.
La Sardegna è diventata, come altre zone del Sud, la terra di conquista e razzia di questi fornitori di servizi.
Laer di Macchaireddu: solo l’ultima delle razzie.
Fra il disinteresse della politica   molte aziende che fruiscono di finanziamenti pubblici sfruttano, realizzando ingiusti profitti a spese della collettività e della fiscalità nazionale, la mancanza di progetti di occupazione, la disoccupazione giovanile e lo stato di bisogno senza che le maggiori forze della coalizione siano capaci di ideare e realizzare un sistema alternativo di occupazione stabile.
Per questo la Federazione del PdCI di Cagliari è vicina, insieme a tutta la struttura regionale, ai lavoratori della Laer, e continuerà a profondere il suo impegno per riportare alla ribalta della politica, e tenervelo fermo, il problema del precariato e la ricerca delle soluzioni che  combattano questo umiliante fenomeno ed il collaterale sfruttamento del lavoro nero.
Si augurano ed auspicano che anche i maggiori partiti della coalizione si rendano conto dell’insostenibilità della situazione e della ineluttabilità di adoperarsi veramente e sino in fondo per la risoluzione di questo stato di cose che può essere e deve essere ribaltato assieme ai  sindacati ed alla CGIL, che già è impegnata, per rompere la tradizionale equazione Sardegna uguale terra di rapina e sfruttamento.
Solo così e non con leggi utopistiche si affermerà l’autonomia dell’Isola e la sovranità dei sardi nel territoro.


La federazione del PdCI di Cagliari

 

http://pdcicagliari.altervista.org/ECONOMIA/Precarizzazione_lavoro_nero_mali_Sardegna.html

9月23日

imprenditori per caso 3

...e infatti, poi, è andata così:
 

Comunicazione e Ufficio Stampa

aarricale@unioneindustriali.caserta.it

Caserta, 28/04/2006

Stabilimento 3M di San Marco: definito l’accordo per il passaggio all’Itp

La cessione del ramo d’azienda del Gruppo 3M Italia Spa costituito dallo stabilimento di

San Marco Evangelista alla Italiana Trasformazione Polimeri Spa (Itp) è ufficiale. Il disco

verde all’operazione è venuto oggi, con l’approvazione definitiva, presso l’Unione

industriali di Caserta, dai rappresentanti sindacali.

Investimenti per circa 30 milioni di euro, programma di riconversione con utilizzo della

Cigs, assicurazione della presenza industriale per almeno un quinquennio, passaggio di

tutti i lavoratori in forza alla nuova società e mantenimento del contratto chimico

costituiscono i punti qualificanti dell’accordo sottoscritto, per la 3M Italia, da Tiziano

Lanfossi, Roberto Tamburrini, Maurizio Filosa e Andrea Fontana; per la Itp, dal presidente

professor Giorgio Mazzanti e dall’amministratore delegato Alessandro Petti; e per i

sindacati, da Carmine Crisci, Gianni Nughes, Matteo Coppola, Antonio Avossa e Rinaldo

Rinasti.

Itp Spa è una società di recente costituzione, con un capitale sociale di 10 milioni di euro,

partecipata per il 75% da Ander Partecipazioni Spa (Gruppo Hander Sa di Ginevra) e il

25% da Ce Power & Energy Holding Gmbh (Gruppo Vcp Energy Holding Gmbh di

Vienna). La Hander Sa è la holding della Famiglia Petti che partecipa, per il tramite di

fiduciarie, al capitale sociale di numerose società italiane specializzate nel trading di

polimeri. Il gruppo austriamo Vcp, invece, è specializzato in operazioni di finanza

straordinaria nell’Europa continentale e nei paesi dell’Est. Agisce sia quale advisor sia

come investitore diretto e in quest’ultima veste ha realizzato nel settore petrolchimico due

operazioni di rilievo.

Il progetto industriale che interesserà lo stabilimento ex 3M di San Marco Evangelista,

consentendo il riassorbimento del personale, è incentrato su tre linee di prodotto:

imballaggio protettivo, imballaggio flessibile e termoforatura. In sostanza, si produrranno

materiali di imballaggio per la protezione antiurto e antigraffio di manufatti dell’industria

elettronica, dei mobili, dei serramenti, del legno; imballaggi alimentari, film estensibili e

termoretrattile, separatori dei prodotti agricoli in cassette e materiali edili con funzioni

termo-acustica.

Come si diceva, nell’ambito del piano industriale Italiana Trasformazione Polimeri Spa

prevede investimenti per 30 milioni di euro ed il graduale rientro del personale

compatibilmente con l’attivazione delle nuove linee produttive e degli eventuali piani di

formazione e riqualificazione professionale.

Ai dipendenti trasferiti alla Italiana Trasformazione Polimeri S.p.A verrà mantenuta

l’anzianità lavorativa e contributiva maturata, il trattamento economico e l’inquadramento

acquisiti alla data del trasferimento stesso. Inoltre, ai dipendenti della nuova Società sarà

applicato il Contratto collettivo nazionale di lavoro per gli addetti all’Industria Chimica e

Chimico Farmaceutica. I trattamenti di fine rapporto, nonché tutte le altre spettanze

contrattuali maturate da ciascun dipendente alla data del passaggio, saranno trasferite alla

Italiana Trasformazione Polimeri e da questa ultima garantite ai singoli lavoratori alle

rispettive scadenze previste dalla legge o dal contratto di lavoro.

 

http://www.unioneindustriali.caserta.it/area_pubblica/comunicati_stampa/3m.pdf#search=%223m%20san%20marco%20evangelista%22

imprenditori per caso 2

Riportiamo gli articoli, rispettivamente, del 25/10/05 e del 3/11/05 de Il Mattino online.
 
Checché ne sappiamo, l'affare 3M non è andato in porto (forse Hopit avrebbe dovuto pagare qualcosa).
 
Leggete leggete
 
 
È ormai in dirittura d’avvio la vendita dello stabilimento 3M di San Marco Evangelista. Ieri a Roma è stato presentato il più probabile acquirente della società: si tratta del Gruppo Hopit, holding con sede a Roma, che opera in Italia e all’estero in diversi settori (dalla lavorazione della carta all’editoria, dalla partecipazione societaria a industrie telefoniche ad interessi nel campo della nautica). La trattativa, secondo quanto è stato spiegato ai sindacati di categoria e pressocchè definita e verrà uleriormente approfondita in occasione di un doppio appuntamento già fissati per il 3 e 4 novembre prossimi all’Unione Industraili di Caserta. Della Hopit, che ha un capitale versato di 50 milioni di euro, fanno parte - a quanto pare - anche alcuni soci casertani dell’area di Piedimonte Matese ma dettagli ulteriori sulla conclusione vera e propria della trattativa potranno emergere solo su scala locale. Per il momento si sa per certo che la nuova società rileverà i livelli occupazionali dello stabilimento, circa 280 unità lavorative.

 
 
ENZO MULIERI C’è grande attesa nel mondo del lavoro per la ripartenza dell’ex 3M di San Marco Evangelista, sotto la nuova gestione della Hopit, il gruppo che gode della massima stima da parte di Confindustria provinciale e che si presenta con le credenziali migliori per il rilancio del sito produttivo. Oggi con inizio alle 9,30, ci sarà l’incontro con i sindacati all’Unione degli industriali, come preannunciato già al termine del vernissage presso la Presidenza del Consiglio. La Hopit che ha sede a Roma e vanta significative esperienze in Sudamerica oltre ad essere nota per la pubblicazione del periodico economico Globo, viene adesso chiamata ad illustrare alle parti sociali i punti salienti del suo programma economico ed industriale. Progetto, peraltro, di cui si conosce qualche aspetto importante, come quello di tenere in vita il preesistente, in particolare la produzione nel campo dei supporti plastici ancora competitiva sul mercato; progetto che dovrà comunque essere integrato attraverso precise direttive sia per gli investimenti sia per il mantenimento dei livelli occupazionali. «Valuteremo con serenità la proposta sulla base della sua credibilità - tiene a considerare Matteo Coppola segretario provinciale della Filcea Cgil- fidando anche nel fatto che si tratta di una proprietà le cui lontane radici sono casertane». Più esplicito Carmine Crisci che della 3M è stato dipendente oltre che protagonista di importanti accordi sindacali, a cominciare da quello per la riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario: «A noi interessa che il futuro dei lavoratori sia garantito dalla nuobva proprietà». E intanto sempre oggi all’Ufficio regionale del lavoro di Napoli verrà esaminata la proposta di cig per la Barilla di Marcianise, adempimento legato all’accordo raggiunto il 28 settembre scorso con la Fai Cisl. Secondo quanto anticipato a Roma il trattamento dovrebbe riguardare a rotazione tra i 25 e i 50 addetti per 24 mesi, tanto per consentire all’azienda di porre in essere il piano di potenziamento che farà di Marcianise la capitale della pasta con un investimento di 40 milioni di euro. Ma la Flai Cgil - che non ha firmato quest’accordo - ha già preannunciato la sua posizione, ritenendo che la sede deputata a trattare non sia la Regione ma il ministero del lavoro.
 

Fotografie

Volete vedere quanto siamo fotogenici (poveri ma belli!)?
 
Ecco un collegamento:
 
9月22日

PRECARI BELLI E DISINIBITI.....

quinto giorno....
giornata piena e ricca di novità...non da parte della dirigenza naturalmente...loro continuano nella latitanza...bensì da vari gruppi a partire dall'Ispettorato del Lavoro alla delegazione regionale di Rifondazione Comunista e ai Compagni di "Zona Deprecarizzata", che pare vogliano accertarsi giorno per giorno che tutto vada bene e le cose proseguano nel modo più corretto e civile possibile.
I lavoratori....o meglio ex lavoratori LAER si alternano per non lasciare mai vuoti i locali...nonostante i disagi a causa della poca disponibilità di tempo e alla spesa in benzina per arrivare alla sede...in fondo non percependo lo stipendio da mesi siamo tutti un pò al verde...ma siamo diventasti dei bravi risparmiatori...(per forza maggiore)....aggiorneremo il blog fino a quando ci sarà possibile...ma di sicuro non molleremo...per un senso di giustizia che ci accomuna e ci rende uniti e solidali tra noi e tutti i lavoratori precari che svolgono lavori devastanti pagati in LIRE....(questo per rendere l'idea del valore dei nostri stipendi...quando riusciamo a ottenerli)...e devono sentirsi anche grati per ciò che riescono a trovare...
leggendo gli annunci di lavoro in Sardegna abbiamo notato che l'alternativa al lavoro call center è abbastanza ben retribuita...ma questo solo se si è belli e disinibiti!!!! (mamma non preoccuparti non chiamo e non arriverò a tanto!!!)....con questo è tutto per ora... contattateci allo 3487303262!!!!
9月21日

MOZIONE -URAS-DAVOLI-PISU

"La situazione del lavoro in Sardegna - L'incidenza del precariato nel sistema pubblico e privato sardo, l'estendersi di fenomeni di lavoro irregolare, la necessità di adeguate
politiche attive del lavoro, di contrasto alla disoccupazione e alla precarizzazione."
   IL CONSIGLIO REGIONALE
        premesso
che risulta dai dati diffusi da fonti ufficiali ISTAT e dall'Osservatorio del mercato del lavoro della Regione, e da informazioni provenienti dalle organizzazioni sociali, una sostanziale stagnazione degli occupati in Sardegna, e il permanere di una forte incidenza di lavoratori precari, (circa il 15% degli occupati) distribuiti sia nel sistema pubblico che in quello privato, e di lavoro irregolare;
che dal 2^ trimestre del 2004 (600 mila occupati) al 1^ trimestre del 2006 (594 mila occupati) il dato sull'occupazione è sostanzialmente bloccato - pur ricomprendendo tutti i lavoratori precari (anche con una sola ora di lavoro retribuito) e i componenti anche, senza reddito, di piccole imprese familiari;
che, purtroppo, anche dati apparentemente positivi, quali la diminuizione del tasso di disoccupazione di circa 1%, negli multimi anni sia in parte dovuto all' "effetto scoraggiamento". Ovvero alla rinuncia alla ricerca di occupazione, purtroppo in aumento nelle classi di età più giovani;
che i lavoratori precari, meno garantiti sia dal punto di vista dell'effettivo esercizio delle libertà sindacali, sia sul piano dei diritti alla previdenza e alla sicurezza sociale, sono tendenzialmente in aumento, soprattutto tra i giovani e le donne;
che una significativa presenza di lavoro precario si registra anche nel comparto pubblico tra le amministrazioni regionali e locali, le società pubbliche e concessionarie di servizio pubblico (servizi di pulizia, facchinaggio, call center, informazione e comunicazione, sistema idrico, etc.)
che tra le alte incidenze di precariato e di lavoro irregolare nel settore privato si registra in società tecnologicamente avanzate o presso i nuovi servizi telematici quali i call center - spesso anche finanziate con risorse pubbliche - ma spesso anche facili al fallimento;
che, oggi, in particolare dopo le negative esperienze registrate con Quality Sardinia e Lc Sistemia - destinatarie di ingenti finanziamenti pubblici e finite, purtroppo,
all'attenzione delle competenti procure della Repubblica - si registra un'altra drammatica vicenda relativa ai lavoratori del call center della Laer srl;
CHE IN PROPOSITO, rappresentando anche la convinta solidarietà dei firmatari della presente mozione di Rifondazione Comunista tutta, ai circa 100 lavoratori della Laer srl
che risultano non essere regolarmente retribuiti e a rischio di immediata perdita del lavoro,è utile rammentere che tra i 10.000 dipendenti dei call center in Sardegna,soltanto 3000 risultano occupati con contratti ex legge 300,che i restanti sono impiegati con contratti di lavoro atipico e co.co.pro.,che l'incidenza del lavoro irregolare è valutato in circa 6000 unità;
che permane preoccupante,dal punto di vista dei diritti,della sicurezza e della legalità,il fenomeno del lavoro irregolare,che non colpisce solo le situazioni meno garantite come quelle dei "migranti",ma che interessa molti lavoratori e settori imprenditoriali della produzione e dei servizi;il fenomeno è valutato in circa il 50% dei lavoratori occupati;
                                                                                                          Ricordato

Che in piu' occasioni il gruppo P.R.C. ha sollecitato la verifica in ordine all'iniziativa regionale in materia di politiche del lavoro,organizzazione e gestione di interventi
straordinari finalizzati all'occupazione ,al contrasto alla disoccupazione e alla derivante povertà;
Che i sottoscritti nel corso della discussione del collegato alla finanziaria avevano proposto un emendamento finalizzato alla predisposizione di un piano regionale di contrasto
al precariato ,annuale e pluriennale,allegato al D.P.E.F.,contenente gli obiettivi,i tempi di realizzazione,ed i settori d'intervento prioritario,le necessarie innovazioni normative le risorse finanziarie e gli strumenti operativi.(Tutto cio' in attuazione della legge sui servizi per l'impiego (L.R. 20/2005) che prevede ,appunto,la definizione di specifiche misure di contrasto alla precarietà del lavoro e alla precarizzazione delle condizioni di vita dei lavoratori);
 
                                                                                                          Ricordato,inoltre
 
Che i sottoscritti,firmatari della presente mozione,avevano già interpellato e interrogato (rispettivamente in data 16 giugno 2005 e in data 20 luglio 2005) la Giunta regionale e piu' precisamente gli Assessori del Lavoro e dell'industria sull'argomento,in occasione della grave situazione venutasi a creare in alcuni call center e in particolare presso le società Quality Sardinia e Lc Sistemia,già destinatari di benefici finanziari pubblici,e poi oggetto di provvedimenti giudiziari nelle persone dei responsabili delle medesime
società;
                                                                                                 IMPEGNA LA GIUNTA REGIONALE
Ad informare il Consiglio regionale su
 
 1.    sullo stato di attuazione della "Legge regionale 5 dicembre 2005, n.20  -Norme in materia di promozione dell'occupazione,sicurezza e qualità del lavoro.Disciplina dei servizi e delle politiche per il lavoro.Abrogazione della legge regionale 14 lglio 2003,n.9,in materia di lavoro e servizi all'impiego" concernente la predisposizione degli interventi in materia di contrasto alla precarietà del lavoro e alla precarizzazione delle condizioni di vita dei lavoratori;
 
ad attivarsi con immediatezza:
 
2.     in relazione alla situazione dei lavoratori dei call center in Sardegna,al fine di verificare anche con il contibuto dell'azione dei competenti uffici dello stato;la regolare applicazione delle normative in materia di lavoro,previdenza e sicurezza sociale;
3.      per individuare una adeguata soluzione che scongiuri la perdita del lavoro dei lavoratori della LAER s.r.l.,attualmente privi di retribuzione e a rischio di disoccupazione;
4.      per la discussione in Consiglio Regionale sull'andamento dell'occupazione e della disoccupazione in Sardegna,rispetto agli obiettivi indicati in ambito europeo relativamente al raggiungimento di adeguati tassi di impiego ,anche con riferimento alla situazione femminile e giovanile.                   
   

l'angolo acuto della poesia

No, non lo leggo Gaardner.

Ma perché. Come fai a dire che non ti piace

Se non l’hai mai letto.

Leggo solo ciò che mi piace

Ma come fai a scoprire se ti piace se non lo leggi?

Sì, signora, un attimo in attesa che c’è un disguido

Dai, gioca, tocca a te.

26. Attacco di 2.

Sai come faceva Zio Paperone prima di comprare i libri

Alla bancarella dell’usato?

Lo leggeva. E mai apprezzava il libro. E dunque non li comprava.

Pensa se avesse comprato tutti quei libri che non meritavano.

Non sarebbe stato così ricco.

Ma cosa c’entra?

Sì, signora, le dicevo che lei con noi può risparmiare.

No, signora, non sia qualunquista, non siamo tutti uguali.

E poi lei è tutelata dal Decreto Legislativo del ’99 che tutela il consumatore

Per quanto riguarda gli accordi a distanza.

Ti ho tolto quattro punti.

Comunque stai ingrassando a vista d’occhio…

Bastardo…

Ma cosa c’entra Zio Paperone.

C’entra, c’entra, c’è un mio amico

Che per forza

Mi vuole far leggere Baricco

Ma io non mi fido tanto dei vivi

Perché gli devo dare la soddisfazione di leggerlo

Solo perché ha stampato dei caratteri neri su fogli bianchi

L’unico degno in tutta questa marmaglia è Busi

E infatti io lo odio

Signora, deve stare tranquilla.

Sì, signor Mastromatteo, stavo infatti dicendo a sua moglie…

Come “vaffanculo”? “O arrogh’ ‘e *****!”

“Bai e cravatinci in su ****’ ‘e mamma tua *****”

Ma a te ti hanno pagato?

A me no. E a te.

Niente.

Ma sarà il caso di chiedere qualcosa?

Tanto non ti rispondono.

Dai, tira i dadi.

22. Perdo due punti.

l'angolo ottuso della poesia

Sono Lomu – Chi? – Lomu degli All Blacks.

Come? – Le interessa risparmiare?

Beh, sì, ma… lei chi è?

Come sarebbe a dire lei chi è?

Sono Lomu di Teletex

Conosce Teletex, la compagnia low-cost?

Sì, ma io non capisco niente

Le spiego: è molto semplice

Lei con noi paga la metà

Sono vecchia. Fanno tutto i figli

Ma è anche per maggiorenni

No, no, sto bene come sto

Poi c’è la questione di quel viaggio

Ma è tutta una fregatura

Che dice? Il viaggio è per Osini

C’è mai stata? Sa dove si trova?

Ma veramente io…

Ecco, vede. È in Ogliastra. Sa dov’è?

Ma io…

È l’occasione buona per visitarlo…

No, no, no, no

Signora……………………….. si fidi…………….

Ma non lo so…

Il viaggio è per due

Vabbé

Allora, ascolti una signorina

Forse…

Poi le farò le domande…

È meglio che…

Mi deve solo dire un sì secco…

Se no mi si spegne il terminale…

Guardi che mi licenziano…

Vabbé

Signora, vuole Teletex?

Sì, ma…

Signora, lei è nata a Paese?

Si, ma…

In provincia di Treviso?

Sì, ma…

Signora il servizio è attivo.

Si troverà benissimo con Teletex.

Moretti, puoi venire un attimo di là?

Certamente. Arrivo subito.

Moretti come previsto dal contratto

Che hai stipulato coll’azienda,

Con effetto immediato, sei licenziato

Ma come mai?

Per incompatibilità col progetto

In bocca al lupo per tutto.

Crepi.

imprenditori per caso

Lupo de Lupis si sarebbe dovuto presentare mercoledì 20 settembre (ma non si è presentato).
Piacerà loro la data 20 settembre, visto che Hopit e, di straforo Laer, vivono a Roma in via 20 settembre?
9月20日

Scrivete, scrivete, scrivete

Sì che potete scrivere anche dei commenti, ma, per comunicare con noi in maniera non pubblica, la e-mail è
 
 

Calcio saponato

All'Amministratore Delegato Roberto Lupi suggeriamo con calore, nonostante ci faccia piacere che almeno qualche tipografo possa ricevere un compenso da parte di Laer o Hopit che dir si voglia - benché crediamo poco al fatto che Laer o Hopit paghi mai qualcuno -, di pagare prima noi.
 
Laer srl, infatti, ha dichiarato che avrebbe stampato 5000 volantini (vedi il Sardegna del 20/09/06) per spiegare le proprie ragioni.
 
Suggeriamo alla Laer di pagare prima noi che aspettiamo i soldi da un bel po' e poi di stampare tutto quello che vuole, incollare tutti i volantini, farne un pallone e giocare a calcio saponato fra i manager sedicenti!!!!!!!!!!!
9月19日

Caso Marcio

Per chi parla RUMENO!!!
Un link sugli affari di chi ci dovrebbe pagare.
Anche per chi non parla rumeno: molte parole sono uguali. MAFIA = MAFIA.
 
Al più presto la traduzione.
 
9月18日

La storia...

Il call center Laer approda in Sardegna nel mese di agosto 2005, inizialmente nella sede provvisoria di Via Salvatore Rosa e da aprile 2006 a Macchiareddu. Appartiene al gruppo Hopit, che ha sedi e affari nelle isole Cayman e in Nicaragua. Il gruppo è di proprietà di Giangaetano caso. L’attività dell’azienda consiste nella vendita di contratti telefonici per Tele2. I dipendenti sono un centinaio. Solo due hanno un contratto a tempo indeterminato. Tre dipendenti, invece, possono vantare un contratto di inserimento della durata di 7 mesi, mai applicato e mai rispettato. Gli altri hanno un contratto a progetto o un contratto di collaborazione occasionale pur essendo in tutto e per tutto lavoratori subordinati: devono rispettare orari di lavoro ben definiti dai piani turno. Nel mese di maggio 2006, poco dopo il trasferimento a Macchiareddu, le prime avvisaglie della crisi aziendale. La produttività cala. I dipendenti non vengono più pagati. L’azienda continua però a cercare personale. Gli annunci vengono rinnovati in continuazione sui principali siti internet locali e nazionali. Numerose le riunioni nel capannone di Macchiareddu. Numerose anche le promesse di pagamento mai mantenute. L’ultima nel mese di luglio 2006, quando l’azienda chiude per il periodo estivo. I lavoratori verranno pagati al rientro dalle ferie. Ad attenderli dopo le vacanze  l’amara sorpresa. La produttività è calata ulteriormente e l’azienda non può pagare fino al 18 settembre. Alle 13.15, al posto dei pagamenti, arriva però la comunicazione della “serrata” aziendale. A qualcuno spetta il licenziamento senza i pagamenti, a pochi altri la promessa di poter continuare a lavorare, ma a Roma. I lavoratori hanno le idee ben chiare su quali siano i loro diritti e chiedono che questi vengano rispettati. Indicono infatti un’assemblea permanente nei locali dell’azienda. Vogliono chiarezza, vogliono gli stipendi ma soprattutto vogliono far capire ai signori venuti dall’oltremare che è ora di smettere di pensare che i sardi portino ancora l’orecchino al naso. L’amministratore aziendale Roberto Lupi, promette di pagare mercoledì 20 settembre. I dipendenti attendono trepidanti il suo arrivo in Sardegna e chiedono l’intervento nella vicenda delle principali Istituzioni Regionali. Affinché non si ripeta la vicenda dell’occupazione del call center Quality Sardinya di un anno fa. Finita dopo 58 giorni di occupazione con gli stipendi ai lavoratori e l’arresto ai vertici dell’azienda per associazione a delinquere finalizzata alla truffa.

Zona Deprecarizzata combatte al fianco dei lavoratori Laer: basta legge 30!

I cento lavoratori del call center Laer, che vende il servizio Tele2, sono in assemblea permanente nella sede di Macchiareddu dopo che l’azienda ha comunicato di non poter pagare gli stipendi arretrati alla data odierna, convenuta per il pagamento.

Intorno alle 13.15 di oggi, l’amministratore Roberto Lupi ha comunicato per telefono da Roma ad alcuni lavoratori che anche l’attività della sede cagliaritana è sospesa.

A quel punto i lavoratori si sono riuniti in assemblea permanente insieme ai rappresentanti del Movimento sindacale Zona Deprecarizzata e della Cgil e occupano tuttora lo stabile.

L’azienda per bocca di Lupi ha promesso che sarà presente mercoledì mattina a Cagliari per un incontro di chiarimento.

“Usciremo da questa assemblea quando i lavoratori avranno i loro soldi”, dice Claudio Cugusi di Zona Deprecarizzata, “siamo davanti a una storia già vista, che ricorda molto quella di via Roma 86, Quality Sardinya. Un anno fa finì con 58 giorni di occupazione, gli stipendi ai lavoratori e l’arresto dei vertici dell’azienda per associazione a delinquere finalizzata alla truffa. Speriamo che storie del genere non si ripetano e nel frattempo chiediamo alla Regione di accertare se questi signori hanno ricevuto denaro pubblico e a quale titolo.

Questa assemblea è la migliore risposta a chi ritiene che la legge 30 debba essere conservata insieme a tutto il precariato. Per questo manifesteremo a Roma il 29 settembre contro il precariato del lavoro e di vita in occasione della grande giornata dedicata a questo”.  

 

Laer è legata al gruppo Hopit, con sedi e affari nelle isole Cayman e in Nicaragua. Il gruppo è di proprietà di Giangaetano Caso.

 

Claudio Cugusi

Zona deprecarizzata  e Consigliere comunale Cagliari Prc – Sinistra Europea

 

Da oggi occupiamo la nostra sede di lavoro: vogliamo gli stipendi arretrati e vogliamo certezze

I cento lavoratori del call center Laer, che vende il servizio Tele2, sono in assemblea permanente nella sede di Macchiareddu dopo che l’azienda ha comunicato di non poter pagare gli stipendi arretrati alla data odierna, convenuta per il pagamento.
Intorno alle 13.15 di oggi, l’amministratore Roberto Lupi ha comunicato per telefono da Roma ad alcuni lavoratori che anche l’attività della sede cagliaritana è sospesa.
A quel punto i lavoratori si sono riuniti in assemblea permanente insieme ai rappresentanti del Movimento sindacale Zona Deprecarizzata e della Cgil e occupano tuttora lo stabile.
L’azienda per bocca di Lupi ha promesso che sarà presente mercoledì mattina a Cagliari per un incontro di chiarimento.
“Usciremo da questa assemblea quando i lavoratori avranno i loro soldi”, dice Claudio Cugusi di Zona Deprecarizzata, “siamo davanti a una storia già vista, che ricorda molto quella di via Roma 86, Quality Sardinya. Un anno fa finì con 58 giorni di occupazione, gli stipendi ai lavoratori e l’arresto dei vertici dell’azienda per associazione a delinquere finalizzata alla truffa. Speriamo che storie del genere non si ripetano e nel frattempo chiediamo alla Regione di accertare se questi signori hanno ricevuto denaro pubblico e a quale titolo.
Questa assemblea è la migliore risposta a chi ritiene che la legge 30 debba essere conservata insieme a tutto il precariato. Per questo manifesteremo a Roma il 29 settembre contro il precariato del lavoro e di vita in occasione della grande giornata dedicata a questo”.

Laer è legata al gruppo Hopit, con sedi e affari nelle isole Cayman e in Nicaragua. Il gruppo è di proprietà di Giangaetano Caso.

Claudio Cugusi
Zona deprecarizzata e Consigliere comunale Cagliari Prc – Sinistra Europea